Chelaskin è stato appositamente formulato per affrontare diverse problematiche cutanee risultanti da procedure di medicina estetica, come arrossamenti post-laser, utilizzo di skin-roller, mesoterapia, filler, scleroterapia, dermoabrasione e rinoplastica. La sua azione chelante con ferro e zinco non solo contribuisce a ridurre occhiaie e iperpigmentazione causate da lividi, discromia da emosiderina ed ematomi, ma fornisce anche una potente azione purificante, eliminando depositi di metalli pesanti che possono accelerare l’invecchiamento cutaneo.
La nuova formulazione di Chelaskin è arricchita con arbutina, questa offre un’azione cattura-radicali liberi che protegge la pelle dagli stress ossidativi derivanti dai trattamenti estetici. La nuova formulazione è un potenziamento della formula originale e contiene concentrazioni più elevate di principi attivi noti per le loro proprietà lenitive, chelanti e anti-invecchiamento.
Questi agiscono su fattori biologici e chimico-fisici che contribuiscono alle manifestazioni di imperfezioni cutanee.
Indicazioni:
Medicina Estetica: Indicato per la riduzione di lividi post-filler, mesoterapia, microneedling, laser, radiofrequenza e discromie da scleroterapia.
Chirurgia Estetica: Ideale come trattamento post-operatorio per rinoplastica, liposuzione, blefaroplastica e lifting.
Indicazioni Domestiche: Ottimo per il trattamento di occhiaie, segni vascolari (cuperose, teleangectasie, rosacea) e macchie scure.
Modalità d’Uso: Applicare delicatamente sulla pelle, dosando 0,15 ml in base all’area trattata. Per la medicina estetica, applicare subito dopo la sessione. Per la chirurgia estetica, i pazienti dovrebbero applicarlo a casa. Per l’uso domestico, applicare due volte al giorno per 2/3 giorni, attendendo l’assorbimento completo prima di utilizzare trucco o bende.
Principi Attivi Principali:
- Lattoferrina:
- Regola la risposta immunitaria cutanea e inibisce l’immunità cutanea indotta dagli allergeni.
- Favorisce la ri-epitelizzazione delle ferite agendo come fattore di crescita per i cheratinociti.
- Promuove la produzione di componenti della matrice extracellulare, inclusa l’acido ialuronico.
- Efficace nel trattamento delle discromie da emosiderina e dei depositi di ferro.
- Arbutina:
- Derivata da diverse specie vegetali, mostra proprietà cattura-radicali liberi a lungo termine.
- Protegge la pelle dallo stress ossidativo ed è efficace nell’iperpigmentazione post-infiammatoria.
- Aloe Vera:
- Migliora la guarigione delle ferite aumentando il tasso di riduzione, epitelizzazione e maturazione delle ferite.
- Nota per le sue proprietà anti-infiammatorie

Informazioni sugli ingredienti principali
Lattoferrina: La lattoferrina è una glicoproteina legante il ferro composta da una catena polipeptidica singola. È la seconda proteina più abbondante nel latte umano. Appartiene alla famiglia delle transferrine, proteine leganti il ferro non emiche. Si differenzia dalla transferrina sierica per la sua maggiore affinità legante il ferro e per la sua capacità unica di trattenere il ferro su un ampio intervallo di pH. Queste differenze, insieme alla distribuzione differenziale nei tessuti rispetto ad altre transferrine, contribuiscono alle proprietà funzionali uniche della lattoferrina.
Modulazione della risposta immunitaria: La lattoferrina può regolare la risposta immunitaria cutanea quando viene applicata sulla pelle come emulsione O/A. Considerando che a) la lattoferrina è prodotta in quantità elevate nelle persone con reazioni cutanee allergiche, b) la proteina è prodotta localmente nell’epidermide della pelle normale e c) la lattoferrina mostra un legame competitivo con i recettori putativi sulle cellule cheratinocitarie, indicando così un potenziale per modulare direttamente la funzione di queste cellule epidermiche.
Inibizione dell’immunità cutanea indotta dagli allergeni: La lattoferrina agisce a valle dell’IL-1β interagendo direttamente con le cellule cheratinocitarie per ridurre la produzione de novo di TNF-α. Inoltre, i risultati dimostrano che la lattoferrina può inibire direttamente le risposte infiammatorie locali in vivo con un meccanismo indipendente dalla sua capacità di legare LPS.
Ri-epitelizzazione delle ferite: La lattoferrina può essere utile nella guarigione delle ferite, agendo come fattore di crescita per i cheratinociti e stimolando in modo complementare le loro attività quando la funzione dell’EGF è compromessa a causa della scarsa reattività dei cheratinociti o della mancanza di recettori dell’EGF, come nelle ferite croniche. In modo importante, la lattoferrina ha notevolmente aumentato la vitalità cellulare e ridotto l’apoptosi cellulare. Questo effetto protettivo della lattoferrina potrebbe rappresentare un ulteriore potenziale benefico nella guarigione delle ferite.
Produzione di componenti della matrice extracellulare: L’acido ialuronico è un importante componente della matrice extracellulare nel derma e nell’epidermide e partecipa a numerosi processi coinvolti nella guarigione delle ferite, tra cui migrazione e proliferazione cellulare e modulazione della risposta infiammatoria. La lattoferrina promuove la motilità dei fibroblasti stimolando l’espressione del gene HAS2, mentre il livello di espressione di HAS2 varia nei tipi di fibroblasti e nel loro stato fisiologico. La lattoferrina promuove la trascrizione del mRNA COL1A1 e la sintesi del collagene in modo dose-dipendente.
Trattamento delle discromie da emosiderina e depositi di ferro: La dermatite ocra è un disturbo pigmentario secondario alla stasi venosa in cui l’aumento della pressione intravascolare e le alterazioni endoteliali causano extravasazione di eritrociti, macrofagi carichi di emosiderina e depositi di melanina. La scoperta principale è che l’applicazione topica di lattoferrina ha permesso una rapida e progressiva riduzione delle dimensioni dell’ulcera in 9 su 9 pazienti e la chiusura completa in 7 su 9 casi. I 90 giorni di evoluzione hanno evidenziato un miglioramento significativo delle lesioni, con una riduzione dell’intensità del colore marrone della macchia (9 su 9) e tempi di completa cicatrizzazione che vanno da 15 a 180 giorni (7 su 9).
Arbutina: L’arbutina è abbondante nelle foglie di diverse specie vegetali come grano, pero e uva ursina. Mostra un’eccellente sicurezza e non provoca effetti avversi come tossicità e irritazione. Nelle emazie, l’arbutina mostra proprietà durature di cattura dei radicali liberi e protegge i lipidi di membrana dallo stress ossidativo nei fibroblasti della pelle umana. Recentemente, l’arbutina è risultata efficace nell’iperpigmentazione post-infiammatoria (PIH), che è un’iperme lanosi reattiva e una conseguenza di varie condizioni infiammatorie della pelle, suggerendo che l’arbutina può regolare non solo lo stress mediato dai radicali liberi, ma anche la risposta infiammatoria.
Aloe Vera: L’Aloe vera è stata dimostrata aumentare il tasso di riduzione delle ferite, l’epitelizzazione e la maturazione. L’Aloe vera potenzia il tasso e la qualità della fase infiammatoria della guarigione delle ferite. L’aumento del numero di vasi sanguigni nelle lesioni trattate potrebbe indicare l’attività angiogenica dell’Aloe vera nelle fasi precoci della guarigione delle ferite, stabilendo una migliore perfusione e circolazione appropriata nella zona lesionata. La matrice extracellulare prodotta dai fibroblasti è composta da collagene, glicosaminoglicani ed elastina.
Estratto di Liquirizia: La Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è una pianta medicinale tradizionale, dolce e lenitiva che cresce in diverse regioni del mondo. Si sa che la liquirizia ha proprietà anti-infiammatorie, antibatteriche, antiossidanti, antivirali ed espettoranti. L’estratto di liquirizia può essere altrettanto efficace dei corticosteroidi nel trattamento di dermatiti, eczemi e psoriasi. L’inibizione della cascata infiammatoria può consentire la riparazione dei danni ai tessuti e la prevenzione della carcinogenesi. L’uso topico di prodotti anti-infiammatori e antiossidanti può notevolmente migliorare le condizioni compromesse, ripristinando l’equilibrio fisiologico e la funzionalità cutanea.



